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Professoressa Elizaveta Kon

L'edema osseo

Cos’è, cause, sintomi, tempi di guarigione e cure

Gli edemi ossei sono un argomento spesso confuso, specialmente quando si tratta di interpretare i risultati di una risonanza magnetica. Ma cosa sono realmente e quali sono le loro implicazioni?

Che cos’è un edema osseo?

In realtà, il termine edema osseo non vuol dire molto. Come edema osseo viene definito solamente un’alterazione sulla risonanza magnetica che potrebbe avere delle origini specifiche ed essere la rappresentazione di diverse condizioni patologiche.

Queste condizioni possono essere come traumatiche che insorgere senza trauma. Per far un esempio, un edema osseo dopo il trauma del ginocchio, potrebbe significare semplicemente una contusione, un ematoma a livello dell’osso o una mini frattura. In assenza del trauma potrebbe essere espressione di un’alterazione diffusa come algodistrofia o un’alterazione più localizzata e seria, come una frattura da stress o osteonecrosi. Possono essere anche un sintomo di aggravamento dell’artrosi di ginocchio, soprattutto nei pazienti anziani.

Quali sono i sintomi dell’edema osseo?

Gli edemi ossei possono essere di natura traumatica o insorgere senza trauma. Gli edemi ossei atraumatici si manifestano frequentemente con un dolore improvviso, specialmente in pazienti di mezza età. Questo dolore è spesso accompagnato da gonfiore, in particolare a livello del ginocchio. Possono insorgere anche dopo i trattamenti chirurgici, come per esempio la meniscectomia artroscopica, soprattutto nei pazienti sopra i quarant’anni.

Quali sono le cause dell’edema osseo?

Le cause di questi edemi possono variare notevolmente e includere:

  • Traumi: un colpo diretto all’osso può causare un edema osseo.
  • Lesioni del legamento crociato: queste lesioni possono portare a edemi post-traumatici.
  • Alterazioni metaboliche: cambiamenti nel metabolismo calcico o osseo possono causare edemi, specialmente in donne in gravidanza, in pazienti con ansia o immobilizzazioni pregresse.
  • Sofferenza dell’osso subcondrale: questa condizione può derivare da problemi vascolari, come un infarto osseo (chiamato anche osteonecrosi), fratture da stresso insufficienza del tessuto osseo, da un sovraccarico dell’osso (per esempio associate alla perdita della cartilagine nell’artrosi o alla lesione della radice del menisco)
 

Esistono anche cause più rare per gli edemi ossei, come il trattamento farmacologico prolungato con cortisonici o chemioterapici.

Quali esami effettuare per avere una diagnosi?

Gli edemi ossei sono visibili solo sulla risonanza magnetica. Questo non vuol dire che da sola la risonanza magnetica e sufficiente per fare la diagnosi giusta. La diagnosi giusta viene fatta durante una visita specialistica da un ortopedico, che analizza a fondo la storia, la sintomatologia e gli aspetti radiografici.

Evoluzione degli Edemi Ossei

L’evoluzione degli edemi ossei, ovviamente dipende dalla origine dell’edema. Quelli postraumatici hanno una tendenza di risolversi spontaneamente. Gli edemi ossei non traumatici, invece, possono avere un’evoluzione variabile. Possono regredire spontaneamente o, al contrario, portare a complicazioni più gravi come la necrosi ossea, che richiede interventi chirurgici, come la ricostruzione protesica.

Come si cura un edema osseo?

È fondamentale che gli edemi ossei vengano classificati e valutati da specialisti. Un trattamento tempestivo è cruciale e, in molti casi, si può iniziare con un approccio conservativo. Questi possono includere terapie fisiche e farmaci specifici che aiutano nel riassorbimento dell’edema, abbinati a quelli per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione. Tuttavia, in alcune situazioni, potrebbe essere necessario ricorrere a interventi chirurgici. Le tecniche innovative attualmente disponibili includono infiltrazioni di cellule staminali o cementi ossei artificiali, che possono rinforzare l’osso e migliorare la sua funzionalità. Nel caso di un’evoluzione meno favorevole, a volte si rende necessario a ricorrere alla ricostruzione protesica.

Gli edemi ossei sono una condizione complessa che richiede attenzione e una diagnosi accurata. Se si sperimenta un dolore improvviso o gonfiore, è importante consultare un ortopedico per una valutazione approfondita e per discutere le opzioni di trattamento più appropriate. La tempestività nell’intervento può fare la differenza nel recupero e nella qualità della vita.

Cosa fare ai primi sintomi

Sicuramente, se il dolore all’improvviso al ginocchio si protrae, è necessario consultare uno specialista.

La magnetorepia è efficace?

La magnetoterapia (o stimolazione biofisica) costituisce uno degli interventi conservativi per il trattamento dei quadri iniziali dell’edema osseo. Viene abbinata ai trattamenti fisioterapici e farmacologici.

Quando valutare l’intervento chirurgico

Dopo aver iniziato il trattamento conservativo e necessario valutare sia l’evoluzione clinica che radiografica dell’edema osseo. Nel caso di persistenza oltre 3/4 mesi bisogna valutare il trattamento chirurgico mini invasivo, come infiltrazione intraossee di cellule o di cemento.

Quanto tempo è necessario per guarire da un edema osseo?

I tempi di guarigione ovviamente dipendono fortemente dalla tipologia dell’edema osseo.

Cosa non fare quando si ha un edema osseo

Importante è consultare subito lo specialista e non far passare troppo tempo. Si consiglia di evitare le lunghe camminate.

Con un edema osseo si può camminare?

In alcuni casi viene ridotto il carico, in alcuni casi si può continuare a camminare. Sicuramente camminare non è molto indicato nella presenza dell’edema osseo.

Cosa succede se non si cura un edema osseo?

Soprattutto alcuni edemi ossei possono avere un’evoluzione poco favorevole che può portare all’osteonecrosi (anche detto l’infarto dell’osso) e successivamente ad un distacco di una parte dell’articolazione. In questi casi bisognerà intervenire chirurgicamente con una protesi.

Nuove tecniche per la cura degli edemi ossei

L’infiltrazione intra ossea di cellule staminali è un intervento mini invasivo che viene eseguito in regime di day-hospital. Può essere effettuato con delle cellule derivate del tessuto adiposo o delle celle derivate del midollo osseo prelevate della cresta iliaca. L’intervento viene eseguito in sala operatoria e si consiglia l’utilizzo delle stampelle per 10 – 15 giorni.

L’infiltrazione intraossea di cemento osseo è un intervento simile, che viene però sempre abbinato a un controllo artroscopico, perciò potrebbe avere i tempi di guarigione e di recupero un pochino più lunghi.